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gennaio 2019

La camorra barese nel libro di Stefano De Carolis: la presentazione alla Camera dei Deputati

Martedì 5 Febbraio 2019, alle ore 11.30, si terrà presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati presso Montecitorio, l’evento di presentazione del libro “Con un piede nella fossa. 1861-1914: storie e cronache di malavita barese” di Stefano De Carolis, Sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri.

Il volume, patrocinato dall’Arma dei Carabinieri e dall’Associazione Grafologica Italiana, avvalendosi di documenti e fonti di archivio anche inedite, opera una puntuale ricostruzione delle origini e dello sviluppo in Terra di Bari della temuta organizzazione criminale di derivazione camorristica, processata nel 1891 nel primo maxiprocesso italiano contro un’associazione di tale natura.

All’evento, moderato da Ivan Cimmarusti, giornalista del Sole 24 Ore, interverranno gli Onorevoli Ubaldo Pagano, Francesco Paolo Sisto, Carmelo Miceli, Paolo Lattanzio, il Procuratore Antimafia della Repubblica presso il Tribunale di Bari e Foggia, dott. Giuseppe Volpe, l’autore del libro Stefano De Carolis e l’editore Luigi Bramato, nonché i grafologi forensi, dott. Vincenzo Caiazzo, Colonnello dell’Arma dei Carabinieri, capo ufficio OAIO della Legione CC. Campania, e  il dott. Giuseppe Santorelli.

Durante l’incontro culturale, verrà esposto il più antico “PIZZINO” di camorra che oggi si conosca. Si tratta di un fazzoletto di cotone, su cui, Mauro Savino, sanguinario camorrista e capo clan di Bari, nel 1901 dalle carceri di Bari, scriveva il testo di una canzone di malavita, dal titolo: “Amelia la disgraziata”. Un documento di straordinaria importanza storico-giudiziaria, opportunamente studiata e analizzata dai due grafologi forensi.

Il “Venerdì live” dell’ “Osteria della divina provvidenza” a Lecce, con Cesare Dell’Anna e Ekland Hasa

La cucina ricercata e fantasiosa incontra la musica dal vivo in uno dei vicoli più caratteristici del centro storico di Lecce. Inaugura venerdì 8 febbraio la programmazione artistica dei “venerdì live” all’ “Osteria della divina provvidenza” (Via F. Rubichi 4/c, Lecce – info e prenotazioni: 08321792078) con il concerto di Cesare Dell’Anna e Ekland Hasa.

Venerdì 8 febbraio nella suggestiva cornice dell’ “Osteria della divina provvidenza” prenderà il via la rassegna dedicata alla musica live con il concerto del trombettista Cesare Dell’Anna e del pianista albanese Ekland Hasa, da anni protagonisti di numerose collaborazioni sull’asse Italia-Albania, che in un repertorio ricercato condivideranno con il pubblico esperienze classiche e raffinate, senza tralasciare le contaminazioni con la musica tradizionale, soprattutto quella albanese e balcanica.

Dal vivo Cesare Dell’Anna ed Ekland Hasa offrono una grande varietà di stili e culture, miscelate ad arte in una formula tanto eclettica quanto originale. L’incontro tra le sonorità jazz da cui trapela un’appartenenza al Sud Italia infatti sposa alla perfezione la musica classica e balcanica, dando vita ad un calderone musicale esplosivo. I ritmi irregolari e la tecnica espressiva dei due musicisti creano un’alchimia a cui è impossibile resistere; un viaggio musicale che parte dal Salento ma che, durante l’esibizione, è capace di portare in giro per il mondo gli ascoltatori. Se avrete l’impressione di essere in Romania piuttosto che in Marocco, Bosnia, Marocco o Albania, avrete colto in pieno lo spirito dell’esibizione.

In uno dei vicoli caratteristici del centro storico di Lecce l’Osteria della Divina Provvidenza offre ai suoi clienti le pietanze tipiche del Salento rivisitate in maniera fantasiosa e originale dai suoi estroversi chefL’occhio “ha la sua parte” per l’ambientazione, uno splendido palazzo del centro storico, ma anche per la cura e la maestria con cui ogni piatto viene presentato..non manca mai un pizzico di originalità! Non solo ristorante, l’Osteria della Divina Provvidenza organizza serate a tema, simpatiche e divertenti, in cui gustare piatti stranieri, o provare nuove esperienze, il tutto accompagnato sempre dalla cura per i particolari e dalla simpatia dello staff. Il ristorante dispone di posti all’aperto.

Immerso in un’atmosfera tipicamente barocca il locale è elegante e raffinato, con i suoi interni dalle mura bianche e le pareti in pietra nuda. Con la cisterna romana visibile e le volte basse, il locale è è dotato anche di spazio all’aperto. Info e prenotazioni: Via F. Rubichi 4/c, Lecce – 0832 1792078 / 328 7012666 / 345 9139431.

“Hell in the Cave” nelle Grotte di Castellana

La Grotte di Castellana srl, nell’ambito del progetto regionale Crossing Arts, ha definito il calendario della prima parte del 2019 di Hell in the Cave – versi danzanti nell’aere fosco, il più grande spettacolo aereo sotterraneo del mondo, in scena da oltre sette anni nelle Grotte di Castellana.

Ispirato ai gironi danteschi della Divina Commedia, Hell in the Cave è l’inferno visto dal centro della terra, a 70 metri di profondità, fra concrezioni carsiche disegnate dalla natura in 90 milioni di anni. Uno scenario suggestivo fa da cornice ed è al contempo protagonista dello spettacolo, fra anime dannate e demoni ma anche celestiali figure candide guidate dalla incantevole Beatrice. Il cast di ballerini e attori rende unica l’esperienza di Hell in the Cave che da sempre colleziona numeri da primato. Hell in the Cave si conferma così il più grande spettacolo stanziale di Puglia.

Questo il calendario delle repliche della prima parte del 2019: sabato 16 febbraiosabato 16 marzosabato 13 aprilemercoledì 24 aprile,martedì 30 aprilesabato 11 maggio e sabato 25 maggio.

A queste repliche si aggiungeranno ben otto pomeridiane riservate alle scolaresche nell’ambito del Piano Scuola&Formazione di Hell in the Cave.

I biglietti per lo spettacolo sono in vendita online sul circuito ticketone.it.

Info e prenotazioni al numero 3391176722.

Il costo del biglietto intero è di 20 euro (ridotto a 15 euro per scolaresche e minorenni). Possibile anche la combinazione biglietto Grotte di Castellana (visita completa con Grotta Bianca) + biglietto Hell in the Cave: il costo complessivo sarà di 28 euro al posto di 36 euro.

Prevista anche una scontistica per i gruppi numerosi.

Ulteriori informazioni sui canali sociali facebook e instagram di Grotte di Castellana srl e sul sito www.grottedicastellana.it. Aggiornamenti e approfondimenti anche sui canali social di Hell in the Cave e sul sito www.hellinthecave.it.

Morte Alessandro Magno: paralizzato da una malattia, fu sepolto vivo

Un nuovo studio, condotto da Katherine Hall della Dunedin School of Medicine, rivela la possibile causa della morte del generale macedone.

I risultati di uno studio condotto dalla ricercatrice Katherine Hall, della Dunedin School of Medicine dell’Università di Otago, gettano un’ombra inquietante sulla morte di Alessandro Magno. Sembra che il condottiero macedone, famoso per le sue numerose conquiste, non perse la vita in seguito a un omicidio o a un eccessivo abuso di alcool, come precedentemente ipotizzato, bensì a causa della sindrome di Guillain-Barrè, un raro disturbo neurologico autoimmune che colpisce il sistema nervoso periferico. Lo studio di Katherine Hall suggerisce che la malattia, dovuta a un’infezione da Campylobacter pylori, lo paralizzò, impedendogli gradualmente di muoversi, parlare e, infine, respirare.

La fine di Alessandro Magno

In base a quanto emerge dalla ricerca pubblicata su The Ancient History Bullettin, la morte di Alessandro Magno, avvenuta nel 323 Avanti Cristo, potrebbe essere uno dei casi di falsa diagnosi di morte più famosi di sempre. Infatti, sembra che il condottiero macedone venne sepolto quando era ancora vivo. Una diagnosi errata giustificata dai limitati strumenti conoscitivi di cui i medici dell’epoca erano in possesso. Per accertare la morte di una persona si basavano esclusivamente sulla sua capacità respiratoria. A causa della sindrome di Guillain-Barrè, i respiri di Alessandro Magno erano così deboli che i medici non riuscirono a rilevarli ed è per questo che il suo corpo venne preparato per la sepoltura quando in realtà era ancora in vita.

Gli ultimi giorni del conquistatore

Katherine Hall, l’autrice dello studio, dichiara che questa scoperta spiega come mai il corpo di Alessandro Magno non mostrò segni di decomposizione nei sei giorni successivi alla morte. “Gli antichi greci pensavano che ciò provasse che Alessandro era un dio: questo articolo è il primo a fornire una risposta reale”, chiarisce la ricercatrice. I resoconti storici riportano che durante i suoi ultimi giorni di vita il generale soffrì di forti dolori addominali e di febbre. Sulla base di questi sintomi, in passato vari ricercatori hanno provato a capire quale sia stata l’effettiva causa della morte. Alcune delle tesi più accreditate riguardano un possibile avvelenamento, una ricaduta della malaria o il tifo addominale.

fonte: Skytg24

Conferenza-dibattito su “Previdenza e Professione” per architetti e ingegneri

Domani, venerdì 1° febbraio, ore 15.00, presso la sede del Formedil a Foggia.

Previdenza e Professione. Il sistema previdenziale di Inarcassa, caratteristiche e legami con la libera professione” è il titolo della conferenza-dibattito in programma venerdì 1° febbraio a Foggia dalle 15.00 alle 19.00, presso la sede della Formedil (in via Napoli km 3,800), organizzata dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Foggia insieme all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Foggia, Fondazione Inarcassa, Inarcassa e Formedil Foggia.

Partendo dall’analisi dell’attuale fase di congiuntura economica che sta attraversando il settore dell’edilizia e della filiera ad esso collegata si parlerà di previdenza e professione, nonché delle azioni da mettere in campo per riuscire a riemergere da una oramai prolungata fase di stallo, che da oltre un decennio sta interessando la categoria.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali dell’ing. Maria Rosaria De Santis, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Foggia, e dell’arch. Nicola G. Tramonte, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Foggia.

Seguiranno gli interventi dell’arch. Giuseppe Santoro, presidente di Inarcassa; dell’ing. Egidio Comodo, presidente di Fondazione Inarcassa e dell’ing. Marco Pellegrini, Senatore della Repubblica Italiana.

A moderare l’incontro sarà l’architetto Francesco Faccilongo, delegato Inarcassa e segretario dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Foggia.

Durante la conferenza-dibattito si analizzeranno i cambiamenti delle professioni di architetti e ingegneri e si parlerà di: sistema contributivo, pensioni e gestione separata; regole e opportunità di Inarcassa; patrimonio dell’ente e investimenti; fondazione e finalità.

Ai partecipanti saranno riconosciuti crediti formativi.

Rassegna “Libroscopio”: domani la serata inaugurale

Ai nastri di partenza la nuova edizione della settimana della cultura scientifica, organizzata da l’associazione Ali di Carta – Presìdio del Libro di Noicàttaro. Il tema scelto per il 2019 è “Paesaggi, sulle coscienze dei luoghi” e durante tutti gli appuntamenti autori di fama internazionale si troveranno a discutere sul paesaggio non solo geografico, ma anche interiore.

La serata inaugurale, domani venerdì 1 febbraio alle 18 presso la Sala Consiliare del Comune di Noicattaro, sarà un momento di confronto tra esponenti politici e culturali introdotti da Luigi Grande Presidente Ali di Carta – Presidio del Libro di Noicàttaro e coordinati da Pino Donghi Direzione scientifica Il Libroscopio. Gli ospiti chiamati ad intervenire sono: Antonio Felice Uricchio Rettore Università di Bari; Raimondo Innamorato Sindaco comune di Noicàttaro; Loredana Capone Assessore Industria Turistica e Culturale Regionale Puglia; Annamaria Montinaro Presidente Associazioni Presìdi del Libro.
A seguire ci sarà la proiezione del film “Il bene mio” con Sergio Rubini, al termine interverranno Antonella Gaeta giornalista di Repubblica e sceneggiatrice e Pino Donghi e Letizia Carrera, direttori scientifici de “Il Libroscopio”.

Il bene mio, il film diretto da Pippo Mezzapesa, racconta la storia di Elia (Sergio Rubini), l’ultimo abitante di Provvidenza, paese distrutto da un terremoto, che rifiuta di adeguarsi al resto della comunità che invece, trasferendosi a “Nuova Provvidenza”, ha preferito dimenticare. Per Elia, il suo paese vive ancora e, grazie all’aiuto del suo vecchio amico Gesualdo (Dino Abbrescia), cerca di tenerne vivo il ricordo…

La rassegna procede sabato 2 febbraio alle ore 10 sempre nella sala consiliare del municipio di Noicattaro, con una mattinata dedicata alle scuole. Gli alunni, infatti, assisteranno alla proiezione del film “Il bene mio” ne discuteranno con il regista Pippo Mezzapesa, insieme ad Antonella Gaeta e a Pino Donghi.

Il Libroscopio è realizzato in collaborazione con il Comune di Noicàttaro, l’associazione Presìdi del libro, la Regione Puglia, l’Università degli studi di Bari Aldo Moro, l’INFN e con il coinvolgimento attivo delle Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado e di numerose associazioni culturali del territorio.
Oltre alla rassegna, dall’1 febbraio al 6 aprile il Palazzo della Cultura ospiterà la “Mostra di strumentazioni e tecnologie fisiche”, a cura del dipartimento Interateneo di Fisica di Bari.

Info e iscrizioni http://www.libroscopio.it/

Ale e Franz in scena all’Anchecinema di Bari

La stagione teatrale del Teatro Polifunzionale Anchecinema di Bari prosegue, giovedì 7 febbraio alle 21, con “Nel nostro piccolo” spettacolo interpretato dalla coppia comica milanese Ale e Franz (al secolo Alessandro Besentini e Francesco Villa) dedicato a due grandi artisti come Enzo Jannacci e Giorgio Gaber.

Scritto da Francesco VillaAlessandro BesentiniAlberto Ferrari e Antonio De Santis per la regia di Alberto Ferrari, lo spettacolo vede in scena anche i musicisti Luigi SchiavoneFabrizio PalermoFrancesco Luppi e Marco Orsi.

“Nel Nostro piccolo” – commentato i due comici-, è un viaggio alla ricerca del nostro punto di partenza, quello che ha mosso la nostra voglia e ricerca di comicità”. Ale e Franz sono ormai una coppia inossidabile del panorama comico italiano. Due che si sono conosciuti nel 1992 a Milano, al Centro Teatrale Attivo da lì hanno capito di avere gli stessi sogni, talmente grandi da far nascere un’amicizia e un sodalizio artistico che dura ancora oggi.

La loro notorietà arriva grazie al programma televisivo Zelig, dove prima esordiscono con l’ormai famoso sketch della panchina e, in seguito, con i due anziani al tavolino del bar. La loro comicità, tra lo stralunato e il surreale, va dalla maschera alla clowneria, dal comico al tragico.

“Nel nostro piccolo” è un viaggio alla ricerca del punto di partenza, di quel momento in cui i due comici hanno deciso di intraprendere questa carriera. Ma per raccontare questo viaggio hanno deciso di affidarsi alla voce e alle parole di altri due grandi artisti milanesi Giorgio Gaber e Enzo Jannacci, punti fermi del loro percorso artistico.

Anche se non hanno mai collaborato direttamente, Ale e Franz hanno potuto respirare la stessa aria meneghina e quell’ambientazione metropolitana che si respira nel lavoro di Gaber e Jannacci. Certo lo spettacolo è un omaggio ai due grandi artisti milanesi ma, allo stesso modo, sono proprio loro ad aiutarli a ripercorrere il proprio percorso artistico.

Circa due ore di spettacolo, accompagnano lo spettatore attraverso canzoni che parlano del coraggio di vivere storie non sempre vincenti, della forza di trasmettere emozioni vere, di raccontare anche i fallimenti, la delusione degli ideali e i sentimenti profondi. “V racconteremo la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria che Gaber e Jannacci respiravano – concludono Ale e Franz-. L’aria di Milano. Di quegli anni. Ma ridendo sempre ‘nel nostro piccolo’”.

Biglietti disponibili online (http://bit.ly/AleeFranzAncheCinema) e al botteghino del teatro Anchecinema di Bari (Corso Italia 112, info e prenotazioni: SMS – WhatsApp, 333.907.24.19). È possibile utilizzare il parcheggio convenzionato MetroPark in corso Italia 45 + GestiPark piazza Cesare Battisti, info: 329.611.22.91.

Selfie d’altri tempi: gli straordinari autoritratti di Anne Brigman

Anche se oggi si chiamano selfie, non sono certo un’invenzione recente: gli autoritratti sono praticamente nati insieme alla fotografia stessa.

Anne Brigman

Anne Wardrope Brigman, nata nel 1869, fu una fotografa statunitense che, oltre un secolo fa, elevò l’arte dell’autoritratto, e non solo, a poesia.

The Soul of a Blasted Pine – autoritratto – 1908

Invictus – 1924 circa

I suoi nudi femminili, inseriti in una natura aspra e quasi primordiale, hanno una forza evocativa che ancora oggi lascia stupiti per la sua modernità.

The Heart of the Storm – 1914

Le fotografie di Brigman, grazie a un’accurata opera di manipolazione in camera oscura, diventano opere pittoriche dove la magia del contesto naturale trasforma le donne dei ritratti in dee pagane.

The Water Nixie – 1914

Non si può parlare di arte femminista, perché il termine fu coniato diversi decenni dopo, ma secondo il critico John Hawley Olds “la sua macchina fotografica le ha dato il potere di ridefinire il suo posto come donna nella società” e ciò la rende una pioniera nel suo campo, perché “oggettivare il proprio corpo nudo come soggetto(dell’immagine) era rivoluzionario; farlo all’aperto in un ambiente desolato e selvaggio era rivoluzionario.”

The Breeze – 1910

Brigman fu una dei primi membri di un movimento chiamato Photo-Secession, che agli inizi del XX secolo trasformò la fotografia in una forma d’arte pittorica, grazie alla manipolazione delle immagini: la visione soggettiva del fotografo diveniva assai più importante della pura realtà, l’occhio dell’artista era la porta d’accesso a un mondo magico e quasi irreale, ovvero l’esatto contrario dello scopo primario della fotografia, intesa come strumento che ritrae l’esistente.

The Lone Pine – 1908

Ma Anne Brigman non poteva accontentarsi della realtà: era nata alle Hawaii in una numerosa famiglia di origini anglosassoni, che si trasferì in California quando lei, la maggiore di otto figli, era adolescente. Scriveva poesie sulla natura, in particolare sugli “alberi selvaggi”, che saranno un tema ricorrente nelle sue fotografie, e poi dipingeva e recitava a teatro.

Storm Tree – 1915

Nel 1894 sposò Martin Brigman, che era capitano su navi che facevano rotta verso i Mari del Sud. Anne viaggiò spesso insieme al marito, ma nel 1910 il matrimonio era già finito.

The Dying Cedar – 1909

Anne si stabilì a Oakland, in California, dove si trovò a suo agio tra i bohémiens della Bay Area di San Francisco. Il suo desiderio di esprimersi attraverso una forma d’arte la portò alla fotografia, con risultati sorprendenti: già dopo un paio d’anni era considerata una vera autorità nella fotografia pittorica.

The Bubble – 1909

Anche se il risultato finale delle opere di Brigman appare “naturale”, in realtà era il frutto di un lunghissimo lavoro, che iniziava con la ricerca del luogo giusto, e proseguiva con un certosino ritocco dei negativi.

Durante gli anni in cui fu attiva, non mancarono certo critiche al suo lavoro, e anche alla sua persona: qualcuno la definiva una donna volgare e “scheletrica”. Ma Anne non si faceva intimidire, anzi.

Usò la sua notorietà per parlare di liberazione della donna in una società dominata dagli uomini.

Anne Brigman sulla porta del suo studio – 1908 circa

Nel 1930 abbandonò la professione di fotografa free-lance, e si dedicò molto alla scrittura, anche se continuò a dedicarsi alla fotografia, seppure con un approccio più realistico. Ciò non toglie che Anne Brigman, morta nel 1950, sia un’icona di quella controcultura che era ancora di là da venire: sfidò convenzioni e norme sociali della sua epoca, esprimendo nelle sue opere una forza dal sapore pagano. Non per nulla, il suo libro di poesie e fotografie, pubblicato nel 1949, si intitola “Songs of a Pagan”.

fonte: Vanilla Magazine

Enrico Nigiotti in concerto al Teatro Politeama Greco di Lecce

Al via da aprile “Cenerentola tour”, il tour teatrale di ENRICO NIGIOTTI in gara alla 69° edizione del Festival di Sanremo con il brano “Nonno Hollywood”, scritto dallo stesso Enrico Nigiotti, prodotto da Fabrizio Ferraguzzo e arrangiato da Fabrizio Ferraguzzo e Enrico Brun.

In scaletta i brani dell’edizione speciale di “Cenerentola e altre storie…” (Sony Music Italy), in uscita il 15 febbraio. Sul palco Enrico Nigiotti sarà accompagnato da Andrea Torresani (direzione musicale, basso/contrabasso), Andrea Polidori (batteria), Mattia Tedesco (chitarre elettriche e acustiche) e Fabiano Pagnozzi (Tastiere e piano).

Queste le date del tour:

 

3 aprile – Pala Riviera SAN BENEDETTO DEL TRONTO (data zero);

4 aprile – Teatro Duse BOLOGNA;

9 aprile – Teatro Puccini FIRENZE;  

10 aprile –  Teatro Della Concordia TORINO;

14 aprile –  Teatro Politeama Greco LECCE;

15 aprile – Teatro Acacia NAPOLI;

17 aprile – Teatro Toniolo MESTRE (VE);

23 aprile – Teatro Politeama Genovese GENOVA.

I biglietti dei concerti saranno disponibili in prevendita, dalle ore 11.00, su Ticketone.it a partire da domani, martedì 29 gennaio, e sui circuiti interni dei teatri.

 Il tour è una produzione Massimo Levantini per 1Day; per tutte le info: www.unoday.it.

 Nonno Hollywood” è un brano introspettivo e autobiografico che attraverso la perdita di una persona importante racconta di una generazione odierna con abitudini e passioni differenti rispetto al passato. Nella serata dei duetti, Enrico Nigiotti si esibirà con Poalo Jannacci. A dirigere l’orchestra sarà il Maestro Federico Mecozzi, il più giovane direttore d’orchestra di questa edizione

«“Nonno Hollywood” è un brano a cui sono molto legato, che mi appartiene – racconta Enrico Nigiotti –  L’ho scritto di impulso lasciando libero sfogo alle mie emozioni. Credo che questa canzone non avrebbe potuto avere un palco migliore e per questo ringrazio Claudio Baglioni che mi ha permesso di presentarla proprio all’Ariston».

 Cenerentola e altre storie…” conterrà, oltre al brano sanremese “Nonno Hollywood”, anche un inedito dal titolo “La ragazza che raccoglieva il vento”, dedicata alla celebre poetessa e scrittrice Alda Merini.

Enrico Nigiotti, classe ‘87, è un cantautore livornese. Dopo alcune importanti esperienze televisive e affiancato dalla storica manager Adele Di Palma (Fabrizio De André, Ivano Fossati, Gianna Nannini e molti altri),  Enrico Nigiotti compone due brani per il film “La pazza gioia” per il regista pluripremiato Paolo Virzì e nel 2017 partecipa alle selezioni dell’undicesima edizione di X Factor alle quali si presenta con “L’amore è”, brano che entra subito al primo posto nella Viral Italia e al secondo della Global Viral di Spotify e che lo porta fino alla finale del programma conquistando il disco di platino. I testi e la musica di Enrico hanno emozionato anche artisti di calibro internazionale con i quali sono nate diverse collaborazioni. Nel 2015 il cantautore livornese apre le date italiane del “Big Love Tour” dei Simply Red, mentre nel 2018 apre il concerto al Circo Massimo di Roma di Laura Pausini, per cui ha firmato il brano “Le due finestre”, contenuto nel nuovo disco “Fatti sentire”, che ha trionfato ai LATIN GRAMMY AWARDS nella categoria “Best Traditional Pop Vocal Album“. Nello stesso periodo scrive per Eros Ramazzotti il brano “Ho bisogno di te”, incluso nell’album “Vita ce n’è”. Il 14 settembre pubblica il suo nuovo album “Cenerentola”, anticipato dal brano Complici” in duetto con Gianna Nannini, con la quale già nel 2015 aveva collaborato aprendo il suo tour “Hitalia.Rocks”. “Complici” è diventata subito una hit radiofonica, tra i dieci brani più trasmessi dalle radio. A dicembre l’artista ha tenuto tre concerti a Milano (3 dicembre), Livorno (5 dicembre) e Roma (10 dicembre) di anteprima del “Cenerentola Tour” che partirà ufficialmente in primavera.

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Domenico Santarella racconta Domenico Modugno al Libro Possibile Caffè di Polignano a Mare

Omaggio di Domenico Santarella al grande Domenico Modugno nella città natale del cantautore: Polignano a Mare. Venerdì 1 febbraio, alle 18.30, il giovane attore pugliese presenta “C’era una volta Mimì” al Libro Possibile Caffè. Interviene Giuseppe Delre. Lo spettacolo teatrale andrà in scena alle 21, al vicino Vignola, nell’ambito della stagione di prosa 2019, organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese.

Nato a Corato, nel 1994, Domenico Santarella nutre sin da piccolo una forte passione per la recitazione. Diplomato all’Accademia d’arte drammatica Cassiopea di Roma, ha girato importanti teatri d’Italia con celebri musical come “The Lion King”, “Notre Dame de Paris’’, “The blues brothers”, “Sogno di una notte di mezza estate”. Ha calcato lo storico palco del Petruzzelli di Bari con “Santo Genet”.
In “C’era una volta Mimì”, mostra le sue doti poliedriche di regista, attore, cantante e chitarrista. Lo spettacolo ripercorre, in musica e racconti, la storia di Domenico Modugno, amato cantautore d’origini polignanesi. Un viaggio che parte dagli esordi, dalle canzoni in dialetto salentino dedicate a colori e profumi della propria terra, fino ad arrivare al successo mondiale. Spazio anche a monologhi e note di illustri artisti incontrati nel corso della sua vita: Eduardo De Filippo, Totò, Renato Carosone, Nino Manfredi, Fred Buscaglione, Aurelio Fierro, De Andrè, Gigi Proietti.

Prima dell’emozionante rappresentazione teatrale al Vignola, appuntamento al Libro Possibile, alle 18.30, per un caffè con l’attore! Ingresso libero.

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