“L’Altro Sguardo” in scena nella Sala Prove-Istituto Penale per i Minorenni “N. Fornelli”

“L’Altro Sguardo” in scena nella Sala Prove-Istituto Penale per i Minorenni “N. Fornelli”

La Sala Prove, lo spazio teatrale dell’Istituto Penale per i Minorenni “N. Fornelli” di Bari, riapre al pubblico con due date, il 21 e 22 marzo, per lo spettacolo “L’Altro Sguardo” della compagnia Mat Teatro, all’interno della rassegna Area Teatrale Interna 2018/19 – Ritorno all’Origine, realizzata grazie alla collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, Istituto Penale per i Minorenni “N.Fornelli –  Bari, Teatri di Bari/Teatro Kismet OperA, Compagnia CasaTeatro.

Con la direzione di Lello Tedeschi e la partecipazione della Compagnia CasaTeatro, diretta da Piera Del Giudice, che vi innesta il proprio lavoro artistico e produttivo, il progetto propone una visione triennale di lavoro, di cui presenta quest’anno il primo movimento, intitolato Ritorno all’origine. In prospettiva, la creazione di una comunità artistica, tecnica, educativa e organizzativa professionale stabile, composta da giovani detenuti e non, per produrre spettacoli professionali e distribuirli nei circuiti nazionali, realizzare e curare la programmazione culturale multidisciplinare pubblica degli spazi, promuovere attività formative – artistiche, organizzative, educative – in rete con gli Istituti Scolastici della città e l’Università.
Dopo la presentazione, a dicembre, del primo studio della Compagnia della Sala Prove, con detenuti- attori e non, la Sala Prove ospita ora L’altro sguardo, un progetto Mat Teatro, immaginato e realizzato per l’occasione da Riccardo Lanzarone, in scena con Alex, detenuto-attore della Compagnia della Sala Prove.

L’altro sguardo non è uno spettacolo, ma un incontro tra persone, il tema del lavoro sarà:  “le origini”. Proveremo a ricordare il momento della nostra nascita, il punto di partenza come esseri viventi. Tracceremo un filo rosso della nostra esistenza. La restituzione pubblica del lavoro sarà frutto di una giornata di laboratorio, dove il partecipante e il conduttore scriveranno una loro breve autobiografia, concentrandosi in particolar modo sulle proprie origini: da dove vengo? Chi ero? Chi sono? Chi potevo essere? Chi volevo essere? Chi sarò?

 

Né un Dio, né un’idea, potranno salvarci, ma solo una relazione vitale. Ci vuole un altro sguardo per dare senso a ciò che barbaramente muore ogni giorno, omologandosi. E come dice il maestro: «Tutto ricordare. Tutto dimenticare».

Neiwiller, Per un teatro clandestino.

Posti limitati

Ingresso su prenotazione, fino a esaurimento posti, ESCLUSIVAMENTE INVIANDO UNA MAIL all’indirizzo botteghino@teatrokismet.it scrivendo il proprio nome e cognome e il giorno della replica a cui si intende assistere, entro e non oltre sabato 16 marzo.

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